SPECIALE EUROPEE 2024

Che cosa hanno in comune Haifa bint Mohammad Al Saud e la finale della Supercoppa Italiana 2024? Una conquista molto importante nella società araba: il riconoscimento alle donne che in Arabia Saudita si sta diffondendo in modo significativo (la prima è viceministra del turismo, nella seconda le donne potranno assistere).
Nel Medio Oriente, complice l’indebolimento della cultura e della società occidentali, stanno ritornando protagonisti alcune realtà ritenute del passato, e cioè l’Impero Persiano (da notare l’espansionismo iraniano),l’Impero Ottomano (da notare il protagonismo di Erdogan) e l’Impero Arabo con il principe ereditario, di fatto reggente, Mohammed Bin Salman.
C’è una differenza però tra i vari imperi che per la prima volta si affrontano contemporaneamente (anche questa è una novità affascinante dei nostri tempi, difficili ma entusiasmanti): i primi sono antioccidentali (anche la Turchia, che ha abbandonato da tempo la laicità che aveva maturato nel XX secolo), mentre l’Arabia Saudita è filo occidentale, e non per moda, che certo non è il caso, ma per scelta. I motivi, come al solito, sono intrecciati, e il più persuasivo probabilmente è l’ostilità invincibile tra Sunniti (Arabi) e Sciti (Iraniani), anche perché l’Ayatollah non fa mistero di voler controllare i principali luoghi santi dell’Islam, che però si trovano in Arabia Saudita; ma forse c’è anche il desiderio di Bin Salman di voler portare il suo popolo nella modernità, grazie al suo progetto storico chiamato Vision 2030 (cioè nella democrazia? No di certo, perché l’Arabia Saudita è una monarchia assoluta e questo non cambierà… come il Rinascimento italiano d’altronde…).
A noi piacciono i fatti e i fatti sono che l’Arabia Saudita ha cominciato una politica turistica (mentre fino a pochi anni fa era inaccessibile), ha modificato la legislazione a (minimo) favore delle donne, si è proposta come sede di eventi sportivi internazionali e ha attirato molti campioni di calcio, ha sottoscritto accordi militari con gli Stati Uniti, accordi commerciali con l’Europa e l’Italia in particolare (le Ferrovie dello Stato, per esempio, hanno in gestione la manutenzione di 4 linee della metropolitana saudita), soprattutto ha partecipato – pur se dietro le quinte – agli accordi di Abramo, cioè al riconoscimento dello Stato di Israele da parte di alcuni Stati arabi.

Due domande:

1. Perché Hamas (finanziato dall’Iran) ha aggredito brutalmente Israele il 7 di ottobre 2023 scatenando la violenta risposta dello Stato più democratico del Medio Oriente e interrompendo di fatto il processo di riconoscimento e di pacificazione della zona?
2. Perché il Senatore Matteo Renzi, amico di Barack Obama, sostenitore di Angela Merkel, alleato di Emmanuel Macron, negli anni scorsi ha tenuto conferenze in Arabia Saudita? Forse perché era uno dei collegamenti tra il nostro mondo e il tentativo di un sia pur minimo progresso nella questione medio-orientale?

Anche per questo bisogna spingere per gli STATI UNITI D’EUROPA!


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